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I primi passi, I primi successi

Era la fine degli anni Cinquanta quando il rugby arrivò a San Donà di Piave. L'iniziativa fu di un gruppo di studenti — Mario Pacifici e Corrado Teso in testa — che avevano imparato i fondamentali della palla ovale al Collegio Brandolini di Oderzo. Convinti alcuni amici, fondarono l'Associazione Sportiva Rugby San Donà ed esordirono ufficialmente nel campionato 1960/1961.

I risultati arrivarono in fretta: dopo appena due stagioni, la prima promozione in Serie B. Nel 1975/1976 il traguardo più atteso — l'approdo alla massima serie, dove il Rugby San Donà rimase per più di un decennio guadagnandosi stima e credibilità in tutto il panorama rugbystico nazionale.
 
Gli anni Novanta furono il culmine sportivo: quattro partecipazioni alle fasi finali per lo scudetto (1989/90, 1991/92, 1992/93 e 1995/96) e una lunga lista di giocatori arrivati in Nazionale e un campione del Mondo (Joel Sransky).
 

2005: UNA SVOLTA NECESSARIA

Negli anni Duemila la trasformazione del campionato maggiore in Top league cambiò gli equilibri del rugby italiano. Il Rugby San Donà rimase in Serie A fino al 2005, quando una sconfitta di misura nell'ultima partita dei playoff salvezza aprì una fase di profonda ristrutturazione.

La società si riorganizzò dai vertici all'apparato tecnico. Nacque il gruppo Amatori — giovani imprenditori locali, molti dei quali ex giocatori — con l'obiettivo di riportare il club ai livelli che gli appartenevano. Il piano funzionò subito: dopo una sola stagione in Serie B, il Rugby San Donà tornò a disputare il campionato di Serie A, con una stagione in cadetta dominata dalla prima all'ultima giornata.

IL RITORNO ALL'ECCELLENZA

Il rientro in Serie A nel 2006/2007 fu l'inizio di un nuovo ciclo ascendente. Cinque anni di lavoro portarono al risultato più ambizioso: nella stagione 2011/2012 i biancocelesti vinsero la finale a Prato contro le Fiamme Oro (13-9) e conquistarono la promozione in Eccellenza, la massima serie del rugby italiano.
 
Dal 2012/2013 il club scese in campo con il nome Lafert San Donà, grazie alla partnership con il Gruppo Lafert, realtà industriale radicata nel territorio sandonatese. Una collaborazione che accompagnò il club per quasi un decennio, segnando uno dei periodi più brillanti della sua storia recente.
 
Il momento più alto arrivò il 25 febbraio 2018: a Rovigo, in finale di Trofeo Eccellenza, il Lafert San Donà batté le Fiamme Oro Roma con un netto 24-0. In campo giocatori come Paul Derbyshire, Jaco Erasmus, Andrea Pratichetti e Matteo Falsaperla — capitano della Nazionale di rugby a 7 — guidati dal coach Zane Ansell. Un trofeo che entrò di diritto nel palmares del club.
 

UNA NUOVA PARTENZA

Il 2020 cambiò tutto. La pandemia e la crisi economica che ne seguì posero la società davanti a una scelta difficile. La dirigenza decise di non iscrivere la prima squadra al campionato di Eccellenza e di ripartire dalla Serie B: una rinuncia al presente per proteggere il futuro.
 
La priorità tornò al settore giovanile — alla valorizzazione dei talenti del territorio, alla costruzione di un'identità di squadra che affondasse le radici nella comunità. Anni di lavoro silenzioso, nuove partnership con le imprese locali, un progetto in cui lo sport tornò a essere strumento di crescita prima ancora che competizione.
 
I risultati arrivarono nella stagione 2023/2024: il Rugby San Donà vinse il campionato di Serie B da imbattuto in casa allo Stadio Pacifici. Il dato più significativo non fu solo il risultato, ma come fu ottenuto: 39 giocatori su 42 del roster erano cresciuti nel vivaio sandonatese. La squadra, guidata da Giancarlo Pivetta, tornava così a disputare il campionato di Serie A.
 

IL CICLO SI CHIUDE, E SI RIAPRE

La stagione 2024/2025 in Serie A fu un banco di prova impietoso. Il Rugby San Donà battagliò con determinazione, ma i playoff salvezza riservarono una retrocessione amara: un solo anno nella categoria, poi di nuovo in Serie B.
 
Sarebbe stato facile abbattersi. Invece il club rispose con chiarezza: nella stagione 2025/26 una nuova compagine dirigenziale prese in mano il progetto con una visione definita. Obiettivo dichiarato fin dal primo giorno — il ritorno immediato in Serie A.
 
La prima squadra fu affidata al coach Andrea Sgorlon — già azzurro con 37 presenze internazionali e un Mondiale nel 1995 — che costruì il gruppo con metodo e identità chiara. Il girone di Serie B si chiuse al secondo posto, sufficiente per accedere ai playoff promozione. Lì, dopo una doppia sfida contro il Rugby Perugia giocata con carattere e lucidità, arrivò la promozione tanto attesa.
 
Il Rugby San Donà è tornato in Serie A.
 

Il Settore Giovanile

Contemporaneamente all'inizio dell'attività di Mario Pacifici e dei suoi compagni, anche in campo giovanile si mossero i primi passi verso il nuovo sport. L'interesse per il pallone ovale fu sfruttato da Gianni Salmaso, caposcout e appassionato sportivo, desideroso di portare una ventata di novità fra le attività creative dell'organizzazione scoutistica.

Sorsero così sotto l'egida del Centro Sportivo Italiano il San Giorgio Rugby San Donà, il CSI San Donà e il CSI Musile e sempre più frequenti furono i tornei. La prima grossa manifestazione propagandistica fu la finale regionale di rugby educativo organizzata dal Comitato Regionale Veneto il 6 giugno 1965: il CSI San Donà vinse nelle categoria Under 13, dando il via ad una lunga serie di successi: secondi alle finali nazionali di Livorno nel 1969, campioni d'Italia nella categoria Under 13 nel 1970 e campioni d'Italia Under 15 nel 1971.
     
L'enorme sviluppo che il rugby stava avendo in Italia spinse la Federazione a creare altre categorie di squadre distribuite in precise fasce d'età in modo che non accadesse che ragazzi di 15 anni si trovassero a giocare con altri di 19. 
Il Rugby San Donà non si fece cogliere impreparato da tutte queste novità, e proprio a parire dagli anni '70 collezionò una serie di successi in campo giovanile, tra cui la vittoria del Campionato Italiano Under 13 nel 1976 e due Giochi della Gioventù consecutivi (1983 e 1984).
A fine anni Ottanta il rugby sandonatese veleggiava nell'Olimpo della palla ovale nazionale. Un gruppo di dirigenti e di genitori, contagiati dalle gesta dei propri ragazzi, costituirono legalmente nel 1989 l'A.S. Rugby Educativo San Donà con l'intento di supportare tutto il movimento curando in modo diretto le categorie juniores. Ad un periodo brillante però subentrò una fase oscurantista sotto l'aspetto societario, con conseguente calo di atleti e di risultati. 
Ma la volontà e l'impegno di alcuni, nuovi e vecchi, prevalsero sul vittimismo: la Società venne rifondata e, dopo non poche difficoltà, le cose volsero al meglio tanto da raggiungere, in pochissimo tempo, eccellenti risultati e un'invidiabile autonomia economica e gestionale. Ma guai a cullarsi sugli allori, il monito rimane sempre lo stesso: "La meta vincente è quella che non si è ancora realizzata".